Monte Licabetto (277 m) ad Atene

Il Monte Licabetto (o Likavitos) è il punto più alto del centro di Atene, situato a un’altitudine di 277 m s.l.m. (oltre 220 metri sopra la città). Dall’altura si apre un panorama incredibile sui monumenti antichi (in particolare sull’Acropoli), sull’intera agglomerazione della capitale insieme al suo porto sul Mar Egeo e sulle catene montuose circostanti. Vi invito a leggere il racconto di una passeggiata pomeridiana nel centro di Atene, conclusasi sull’affascinante Monte Licabetto.

Indice

  1. Accenti romani ad Atene
  2. Escursione sul Monte Licabetto
  3. Origine del Monte Licabetto
  4. Monte Licabetto — la vista
  5. Sera ad Atene

Accenti romani ad Atene

È il primo giorno del mio viaggio in Grecia. Poco dopo le 15:00 finisco di visitare l’Acropoli e parto per esplorare la città. Arrivo così nelle vicinanze di due siti archeologici: l’Agorà romana e la Biblioteca di Adriano. Sono pienamente d’accordo con tutte le opinioni secondo cui non vale la pena pagare per queste attrazioni, poiché sono perfettamente visibili da dietro la recinzione. In quest’area, ciò che più colpisce è la Torre dei Venti del I secolo a.C., uno degli edifici antichi meglio conservati di Atene. Fa bella figura anche la grande parete dell’ex Biblioteca di Adriano (l’imperatore era un grande amante della Grecia), che dal II secolo d.C. fungeva da centro culturale del nuovo foro romano.

Le rovine romane ad Atene sono ovviamente il risultato del lungo periodo in cui la Grecia fu una delle tante province del grande Impero. Le legioni imperiali conquistarono definitivamente l’Ellade nel 146 a.C. e non la abbandonarono fino alla fine. In seguito, la Grecia fu parte di Bisanzio e, a metà del XV secolo, fu conquistata dagli Ottomani. Gli abitanti dell’Ellade ottennero l’indipendenza solo nel 1830.

Torre dei Venti Atene
Torre dei Venti nel foro romano di Atene (foto scattata da dietro la recinzione)

Ok, chiudiamo con queste digressioni storiche e torniamo alla visita di Atene. Non nascondo che da molto tempo i miei interessi turistici si concentrano piuttosto sulla natura. Vivo quotidianamente in una metropoli di quasi un milione di abitanti, perciò in viaggio tendo a scappare dalle città piuttosto che a entrarci. Forse è questo il motivo per cui Atene non mi fa una grande impressione. Le strade della capitale greca mi sembrano un po’ troppo rumorose, affollate e caotiche. A parte i siti archeologici antichi e alcuni edifici successivi (ad esempio bizantini), l’architettura è piuttosto povera e “ordinaria”. Mi guardo quindi intorno con curiosità, ma non potrei assolutamente viverci.

Monastiraki Atene
Piazza Monastiraki ad Atene
Atene strada centro storico
Turisti seduti accanto a un cartello “please do not sit”… questo si chiama vivere al limite

Escursione sul Monte Licabetto

Il mio soggiorno nella capitale ateniese è così breve che sapevo in anticipo di non poter visitare tutto. Tra le varie attrazioni possibili, ho deciso di puntare al Monte Licabetto, che domina la città. Ho scoperto questo luogo grazie a un’amica che ha trascorso sei mesi ad Atene con il programma Erasmus. Me lo ha consigliato vivamente, quindi ho pensato che ne valesse la pena. Inoltre, da grande appassionato di montagna, cerco istintivamente il punto più alto nei dintorni :D.

Il tragitto dai dintorni di Piazza Monastiraki ai piedi del Licabetto mi richiede circa mezz’ora. Il terreno è piuttosto pianeggiante, quindi la maggiore difficoltà durante la passeggiata è attraversare le strade senza essere investiti da uno dei conducenti che guidano in modo caotico. Inizio a guadagnare quota solo quando percorro Via Dimokritou, che termina addirittura con una serie di scale alte.

Dalle scale esco su Via Eyelpidos Roggakou, che attraversa la collina a circa 160 m s.l.m. Seguendo il consiglio delle mappe affidabili, devio dalla strada asfaltata verso uno dei sentieri sterrati. Ora salgo lungo un pendio ripido, tra splendidi esemplari di pini mediterranei. A ogni passo, dietro le mie spalle si materializza una vista sempre più bella su tutta Atene. Dopo pochi minuti di cammino, raggiungo una parete rocciosa alta, densamente ricoperta di cactus verde sporco. Poi entro su un sentiero pavimentato che, tramite numerosi tornanti, mi conduce sulla cima della collina. L’ascesa finale mi richiede circa 20 minuti e comporta il superamento di poco più di 100 metri di dislivello.

Sentiero sul Monte Licabetto ad Atene
Sentiero sul Monte Licabetto
Sentiero sul Monte Licabetto ad Atene

Origine del Monte Licabetto

Secondo la leggenda, dobbiamo la creazione del Monte Licabetto alla patrona della città, Atena. La dea creò l’altura nel momento in cui le cadde dalle mani una montagna di calcare che portava dalla penisola di Pallene. Questa roccia doveva servire per la costruzione dell’Acropoli. La montagna le cadde di mano per la sorpresa quando i corvi le portarono la notizia dell’apertura del cofanetto in cui era nascosto Erittonio. La leggenda narra che, da quel momento, i corvi rimasero per sempre neri.

E chi era questo Erittonio? Ebbene, era un neonato, concepito in seguito a un fallito tentativo di stupro di Efesto ai danni di Atena. La dea della saggezza riuscì a sfuggire al dio fabbro, ma una goccia del suo seme cadde sfortunatamente sulla sua coscia. Sebbene Atena la pulì con disgusto usando un pezzo di lana, dal tentativo di stupro nacque Erittonio. Atena decise di crescere il bambino da sola. Lo chiuse in un baule di legno e consegnò la scatola alle figlie di Cecrope. Le curiose ragazze non riuscirono a resistere e aprirono il coperchio. All’interno videro una figura metà bambino, metà serpente, per cui persero il senno e si gettarono dall’Acropoli. Erittonio invece, una volta adulto, divenne re di Atene. Istituì le grandi Panatenee, insegnò agli uomini ad attaccare i cavalli ai carri, ad arare con l’aratro e a fondere l’argento. Come non amare la mitologia greca, vero?

monte licabetto roccia calcarea
Massa calcarea, un tempo caduta dalle mani di Atena…
monte licabetto atene cactus
Cactus!
licabetto salita
Salita sul Monte Licabetto

Monte Licabetto — la vista

Sul Monte Licabetto (277 m s.l.m.) si trova una piattaforma panoramica che offre una ricca vista sull’intera agglomerazione ateniese, di quasi 3 milioni di abitanti. A perdita d’occhio, ovunque ci sono centinaia di case basse e bianche, divise da strade tracciate geometricamente. Sono ben visibili, tra gli altri, l’Acropoli, lo Stadio Panatenaico e il Tempio di Zeus Olimpio. In lontananza scintilla la costa del Mar Egeo insieme al porto del Pireo. La città è circondata dalle catene montuose vicine. Un’impressione particolare è data dal vicino massiccio dell’Evzonos (1.026 m s.l.m.), perfettamente visibile a est. Oltre alla splendida vista, sul Licabetto si trova anche una piccola cappella di San Giorgio.

Per quanto il luogo sia molto affascinante, come probabilmente intuite, è molto affollato. Per trovare un buon punto di osservazione bisogna attendere una quindicina di minuti, dopo aver aspettato la fine di diversi servizi fotografici di turiste asiatiche. Da dove vengono così tanti turisti, se bisogna camminare un po’? Ebbene, sul Monte Licabetto sale una funicolare, la cui stazione superiore è situata all’incrocio tra Via Plutarchou e Via Aristippou nel quartiere Kolonaki. È possibile arrivarci anche in auto privata, lasciandola nel vicino parcheggio (circa 240 m s.l.m.), situato proprio accanto al caratteristico teatro all’aperto.

Troverai le escursioni organizzate sul Monte Licabetto su GetYourGuide.

monte licabetto vista
monte licabetto vista
monte licabetto vista
monte licabetto cappella san giorgio
Cappella di San Giorgio sul Monte Licabetto

Sera ad Atene

Dal Monte Licabetto scendo per la stessa strada da cui sono arrivato. Prima che il sole tramonti, visito anche il Giardino Nazionale e osservo l’imponente edificio del Parlamento greco. Poi vago un po’ per le strette vie dell’antico quartiere di Plaka. Non provo ancora meraviglia, ma ammetto che tutti questi vicoli, ristoranti e botteghe ateniesi hanno un aspetto decisamente migliore dopo il tramonto.

È già abbastanza buio quando arrivo all’Arco di Adriano, una struttura monumentale eretta tra il 131 e il 132 d.C. Il fondatore fu l’imperatore Adriano, grande difensore di Atene e della cultura greca (ovvero per i Romani “antica e classica”). Accanto si trovano i resti del Tempio di Zeus Olimpio, la cui costruzione iniziò nel VI secolo a.C., sotto il regno della dinastia dei Pisistratidi. L’erigenda dell’opera fu interrotta dopo la caduta della tirannia nel 510 a.C. e la costruzione incompiuta sopravvisse allo stato di rudere per ben 336 anni. Gli ateniesi non vollero terminarla, considerando il tempio un segno di arroganza. L’edificio fu citato nella “Politica” di Aristotele come esempio del fatto che le tirannie coinvolgono la popolazione in grandi progetti, sottraendo loro la forza per ribellarsi. La costruzione fu ripresa solo nel II secolo a.C. da Antioco IV Epifane della dinastia seleucide, e il tempio fu completato dall’imperatore Adriano nel II secolo d.C. Oggi del grande Olimpeion restano appena quindici colonne, ottimamente illuminate e perfettamente visibili da dietro la recinzione.

Dal Tempio di Zeus Olimpio mi dirigo verso… un autonoleggio. Ritiro infatti l’auto che mi servirà per il mio viaggio di alcuni giorni. Il piano è quello di salire su tre montagne piuttosto alte e visitare i siti archeologici più iconici dell’Ellade meridionale. Come ci riuscirò? Seguite i prossimi articoli! Per ora vi dico solo questo: se mai vi siete lamentati di guidare a Varsavia, Cracovia o Poznan, ho una buona notizia per voi: rispetto ad Atene, le nostre città sono una passeggiata.

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parlamento greco Atene
Edificio del Parlamento greco
Plaka sera Atene
Plaka di sera
tempio di zeus olimpio ad atene
Tempio di Zeus Olimpio ad Atene
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