Dolina Pięciu Stawów e Zawrat in inverno: guida pratica e racconto di viaggio

Esistono nei Tatra alcuni luoghi di culto. Luoghi che non hanno bisogno di presentazioni a nessuno e, allo stesso tempo, luoghi in cui ognuno di noi, maniaci della montagna, torna volentieri. A questo gruppo appartiene indiscutibilmente la bellissima, quasi onirica, Dolina Pięciu Stawów Polskich, così come il magico valico di Zawrat. Vi invito oggi a un’escursione in questi luoghi-simbolo, nei quali probabilmente una gran parte di voi ha lasciato una parte del proprio cuore.

Indice

  1. La Piątka d’inverno – informazioni pratiche
  2. Partenza da Palenica Białczańska (circa 990 m s.l.m.)
  3. Trekking attraverso la Dolina Roztoki
  4. Salita al rifugio nella Dolina Pięciu Stawów Polskich d’inverno
  5. Passeggiata attraverso la invernale Dolina Pięciu Stawów Polskich
  6. Salita a Zawrat d’inverno
  7. Valico di Zawrat d’inverno
  8. Mappa dell’escursione
  9. Bibliografia

La Piątka d’inverno – informazioni pratiche

  • La Dolina Pięciu Stawów Polskich appartiene alla stretta cerchia dei luoghi più popolari dei Tatra polacchi. La valle ha un carattere marcatamente post-glaciale ed è nota soprattutto per i suoi laghi incantevoli. Essi sono: Wielki Staw Polski, Czarny Staw Polski, Mały Staw Polski, Przedni Staw Polski e Zadni Staw Polski. Il Wielki Staw Polski è il lago più grande dei Tatra (30 ettari) e il terzo lago più profondo della Polonia (80 m).
  • Nella Dolina Pięciu Stawów Polskich si trova il rifugio turistico situato alla quota più alta della Polonia (1.671 m s.l.m.). Fino a poco tempo fa, era l’ultimo rifugio nei Tatra che permetteva di dormire sul pavimento (la PTTK ha introdotto un divieto generale di dormire a terra nel settembre 2025).
  • I turisti diretti verso la Dolina Pięciu Stawów Polskich iniziano solitamente la loro escursione a Palenica Białczańska. È possibile arrivarci sia con la propria auto, sia con i bus che circolano da Zakopane. A Palenica Białczańska si trova un grande parcheggio del TPN, per il quale è necessario acquistare i biglietti online a questo link. Se andate in montagna nei giorni popolari, non c’è motivo di aspettare l’ultimo momento per acquistare il posto!
  • Il sentiero da Palenica Białczańska al rifugio nella Dolina Pięciu Stawów Polskich richiede di superare una salita piuttosto intensa, perciò in condizioni invernali non andateci senza ramponi!
  • L’ascesa al valico di Zawrat (2.158 m s.l.m.) attraverso la Dolina Pięciu Stawów Polskich è relativamente dolce e priva di difficoltà tecniche, pertanto le persone in forma possono con successo intraprendere questo percorso come inizio dell’avventura con i Tatra invernali. Ricordate però che, a causa della specificità locale, il manto nevoso nella Piątka è di regola molto più alto che in altre parti dei Tatra. Secondo la guida di Nyka, la neve nella valle persiste fino a 200 giorni all’anno (sebbene, considerando quanto drammaticamente veloce sia il riscaldamento climatico, questa informazione potrebbe subire una rapida smentita).
  • A Zawrat inizia il suo corso il sentiero turistico segnalato più difficile della Polonia – la famosa Orla Perć. Al valico si può arrivare sia dalla Dolina Pięciu Stawów Polskich, sia dalla Dolina Gąsienicowa. Tuttavia, vi avverto fin da subito che questa seconda opzione è decisamente più impegnativa in termini di condizione fisica e tecnica.
  • Nella stagione invernale, il sentiero per la Dolina Pięciu Stawów Polskich è talvolta sepolto da valanghe che scendono dal Wołoszyn. Per questo motivo, nei periodi in cui vige nei Tatra un alto pericolo valanghe, per la vostra sicurezza scegliete un’altra meta per l’escursione. Controlliamo qui il pericolo valanghe attuale.

Partenza da Palenica Białczańska (circa 990 m s.l.m.)

La mia compagna di oggi è Zuza, un’amica dei miei tempi “posnaniensi” e fresca conquistatrice della Corona delle Montagne Polacche. Per un’uscita in montagna ci accordavamo già da moltissimo tempo, quindi quando finalmente si è realizzata è stato necessario scegliere qualcosa di veramente eccezionale. Poiché le previsioni per la giornata odierna preannunciavano piuttosto nebbia fitta, abbiamo deciso di visitare la Dolina Pięciu Stawów Polskich. Perché proprio questo posto? Appunto perché il clima della Piątka incanta sempre – anche quando intorno non si vede nulla.

Se la fine di dicembre 2024 è stata nei Tatra insolitamente calda e primaverile, all’inizio di gennaio il Podhale ci accoglie con un’aura veramente invernale. Sulle strade si scivola, l’ABS lavora intensamente, e sulla Strada di Oswald Balzer giace molta neve fresca. Quando quindi verso le ore 7:40 arriviamo al parcheggio di Palenica Białczańska (circa 990 m s.l.m.), ho la sensazione che la parte più difficile dell’escursione sia già alle nostre spalle :P.

Dopo aver lasciato il parcheggio entriamo nel sentiero turistico decisamente più popolare del nostro paese (e chi lo sa, forse anche d’Europa?) – la strada asfaltata segnata in rosso verso Morskie Oko. Dopo circa tre chilometri di camminata arriviamo alle Wodogrzmoty Mickiewicza, una nota cascata sul fiume Roztoka. Qui ci fermiamo e per un momento osserviamo l’unico frammento visibile della cascata – il Pośredni Wodogrzmot. Gli altri due sono nascosti alla vista del turista: il Wyżni Wodogrzmot in alto – nel bosco fitto, e il Niżni Wodogrzmot in basso – sotto il ponte. La Società dei Tatra diede alla cascata il nome di Adam Mickiewicz nel 1891 al fine di onorare l’anniversario del trasferimento delle ceneri del grande vate a Cracovia. Tutta l’azione fu condotta piuttosto “per il sollievo dei cuori” dei polacchi che vivevano sotto le spartizioni. Per quanto infatti Mickiewicz descrivesse splendidamente la natura, quella dei Tatra non ebbe mai l’occasione di vederla.

morskie oko inverno sentiero
Frammento della strada innevata verso Morskie Oko; vista su un frammento del versante di Szeroka Jaworzyńska
wodogrzmoty mickiewicza inverno
Il Pośredni Wodogrzmot

Trekking attraverso la Dolina Roztoki

Dopo Wodogrzmoty Mickiewicza giriamo a sinistra sul sentiero verde ed entriamo in un bosco fitto di conifere. Camminiamo ora lungo il fondo della Dolina Roztoki, che altro non è che la parte inferiore della Dolina Pięciu Stawów Polskich. Il sentiero verde corre tra alberi coperti di neve in modo fiabesco, lungo il torrente Roztoka. Il sentiero ha un tipico carattere di valle: sebbene proprio all’inizio contenga tratti un po’ più ripidi, nella parte successiva si innalza già in modo molto regolare e dolce.

Già dopo circa quindici minuti di marcia il bosco si dirada, svelando la vista sulle vette che circondano la valle. Sulla sinistra si scorge un frammento della cresta di Opalony Wierch con Orla Ściana e, un po’ più lontano, la caratteristica Świstowa Czuba. Sulla destra si trova invece la cresta del Wołoszyn. Poiché la vetta è oggi coperta da una fitta nebbia, ci resta la vista sui suoi pendii monumentali. Tra l’altro, il bosco in questo punto è molto devastato, e una delle ragioni principali sono proprio le valanghe che scendono da questo versante.

dolina roztoki inverno
Frammento del sentiero verde; vista su Orla Ściana
dolina roztoki inverno
Frammento del tratto boschivo del sentiero verde
dolina roztoki inverno
Frammento del bosco devastato e del versante del Wołoszyn

Salita al rifugio nella Dolina Pięciu Stawów Polskich d’inverno

All’altezza di circa 1.370 m s.l.m., a sette chilometri dall’aver lasciato il parcheggio a Palenica Białczańska, il bosco cede il posto al pino mugo, e la salita si fa decisamente più dura. Dopo aver percorso altri alcune centinaia di metri, già al livello di 1.430 m s.l.m., arriviamo al bivio dei sentieri. In estate al rifugio si può arrivare in due modi: con il sentiero verde, accanto alla cascata Siklawa, e con il sentiero nero, più ripido ma più corto. A causa dell’alto pericolo valanghe sul sentiero verde, d’inverno si usa solitamente la seconda variante. Imbocchiamo quindi il sentiero nero, stretto e ripido, che si inerpica con numerosi tornanti tra i cespugli di pino mugo. In questo modo superiamo il cosiddetto “gradino della parete dei laghi”, che separa la bassa Dolina Roztoki dalla superiore Dolina Pięciu Stawów Polskich. È anche la parte più faticosa in termini di condizione fisica della nostra escursione. Bisogna infatti superare qui 240 metri di dislivello su una distanza di circa 800 metri. Ramponi in questo punto obbligatori!

dolina pięciu stawów polskich inverno sentiero
Frammento dell’impegnativa salita tra i pini mughi
dolina roztoki nella nebbia invernale
La Dolina Roztoki nella nebbia invernale

Trovare la variante corretta non ci causa oggi maggiori problemi: siccome il posto è popolare, anche la traccia è perfettamente battuta. Il sentiero è del resto ben segnalato tramite alte periche bianche. Siccome qui è stretto, alcuni problemi sorgono esclusivamente quando si presenta la necessità di sorpassare un turista che si muove più lentamente. In generale però il tratto di pendenza ci passa in modo intenso, ma piuttosto soddisfacente. Possiamo concentrarci pienamente sull’acquisire quota, poiché la fitta nebbia ci nasconde attualmente tutte le vette che ci circondano.

salita d'inverno tatra
Frammento della salita invernale
segnaletica invernale a periche
Pericha visibile, traccia visibile…
przedni staw polski d'inverno
Vista sul Przedni Staw Polski e, in lontananza, sul rifugio PTTK

All’altezza di circa 1.610 m s.l.m. ci imbattiamo nella differenza tra la variante estiva e quella invernale del sentiero nero. La versione estiva aggira Niżna Kopa dal lato destro; quella invernale invece – dal sinistro. Anche questa differenza ha a che fare con il pericolo di eventuali valanghe che potrebbero scendere direttamente sui turisti da Niżna Kopa. Scegliamo quindi la variante invernale, superando con un pendio ripido gli ultimi 60 metri di dislivello. In questo modo arriviamo al sentiero blu. La traccia battuta ci conduce ulteriormente per un frammento del gelato Przedni Staw Polski e ci porta direttamente alla meta minima della nostra escursione odierna – l’amato rifugio nella Dolina Pięciu Stawów Polskich. Entriamo nell’atrio caldo verso le ore 10:30.

Passeggiata attraverso la invernale Dolina Pięciu Stawów Polskich

Nel rifugio troviamo per noi un posto comodo al tavolo di legno, tiriamo fuori il cibo dallo zaino e pensiamo al da farsi. Il tempo infatti diventa sempre peggiore, e il pericolo valanghe è aumentato da “uno” a “due”. Aspettiamo e aspettiamo, ma le condizioni non pensano affatto di migliorare. Alla fine quindi cade la decisione: andiamo a fare una passeggiata su per la valle, e se il tempo lo permetterà, proveremo ad attaccare il valico di Zawrat. E allora, in cammino! Lasciamo il rifugio verso le ore 11:20.

Camminiamo ora per il sentiero blu turistico, lungo le rive prima del Przedni Staw Polski, e successivamente del Wielki Staw Polski. Nella fase iniziale il sentiero è molto dolce – nei primi due chilometri dal lasciare il rifugio ci sono da fare appena 130 metri di dislivello. Diventa più difficile solo al livello di circa 1.800 m s.l.m., quando iniziamo l’intensa salita per i dirupi di Kołowa Czuba. In questo punto ci imbattiamo tra l’altro in un addestramento invernale di, come ben capisco, frenata con la piccozza. E parlando della piccozza, proprio in questa salita decidiamo di tirare fuori questo attrezzo dallo zaino. Forse in questo punto non è indispensabile, ma sicuramente non guasterà. In questo modo su una distanza di 600 metri superiamo ben 170 metri di dislivello, il che in modo efficace ci avvicina alla meta scelta.

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Passaggio accanto al Przedni Staw Polski
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Il Wielki Staw Polski dal sentiero blu
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Frammento del sentiero blu; visibile la deviazione del sentiero nero per il Kozi Wierch
salita sul versante di kolowa czuba
Inizio della salita per il versante di Kołowa Czuba
vista sull'ultima parte della salita
Vista sull’ultima parte della salita; il sentiero corre per il versante visibile

Salita a Zawrat d’inverno

La visibilità continua a essere scarsa, ma essenzialmente migliore rispetto al tempo in cui lasciavamo il rifugio. Hmm… chi lo sa? Forse però ci sarà dato oggi di osservare la Dolina Pięciu Stawów Polskich in tutta la sua magnificenza? Superiamo quindi il frammento sassoso della salita ai piedi di Kołowa Czuba, aggiriamo la vetta dal lato sinistro e iniziamo l’ultima tappa della salita al valico di Zawrat. Il sentiero blu corre ora per un pendio relativamente dolce – prima della citata Kołowa Czuba, più tardi di Mały Kozi Wierch. Sotto di noi si trova invece la parte superiore della Dolina Pięciu Stawów Polskich – Dolinka pod Kołem con lo Zadni Staw Polski, il lago situato alla quota più alta in Polonia.

L’ultimo chilometro della salita a Zawrat non è eccessivamente ripido – ci sono da superare qui meno di 200 metri di dislivello. Non ci sono qui né difficoltà tecniche, né frammenti con una notevole esposizione (a titolo di monito per i turisti meno esperti – è l’esatto opposto sulla salita al valico di Zawrat dall’altro lato, cioè dalla Dolina Gąsienicowa). Il sentiero blu è del resto anche molto comodo – d’estate lo si fa letteralmente di corsa. D’inverno il ritmo è ovviamente molto più lento, poiché il farsi strada nella neve e gli incroci con altri turisti portano via molto tempo.

zawrat d'inverno sentiero
Ultimo rettilineo per Zawrat!
uomo vs montagna
Foto dal ciclo: l’uomo vs la montagna
valico di zawrat salita
Ultimi metri, la meta ormai perfettamente visibile!
schiarita a zawrat
Schiarita, ovvero il Miracolo a Zawrat

Valico di Zawrat d’inverno

A Zawrat ci presentiamo verso le ore 13:40. In estate il valico appartiene ai luoghi più affollati dei Tatra, ma d’inverno per un momento lo abbiamo esclusivamente per noi. E a Zuza spettano per oggi grandi congratulazioni! Ecco infatti che questa coraggiosa ragazza per la prima volta in vita sua si è arrampicata all’altezza di 2000 m s.l.m. in condizioni invernali! Sembra che il traguardo della mia compagna decida di apprezzarlo anche Madre Natura. La nebbia inizia infatti gradualmente a diradarsi, svelando la vista sulle vette che ci circondano. E dovete sapere che il panorama dal valico di Zawrat passa per uno dei più belli nella parte polacca dei Tatra! In primo piano si vede da qui il Gładký vrch, lo Szpiglasowy Wierch e il Miedziane. In secondo piano, contando dal lato destro, è visibile il Kriváň, la cresta del Hrubý vrch e dello Štrbský štít, il Kôprovský štít, i Mięguszowieckie Szczyty, la bi-sommitale Vysoká, i Rysy, il Re dei Tatra Gerlach, e persino la Východná Vysoká.

Trascorriamo alcuni minuti sul valico, dopodiché iniziamo la discesa – di ritorno verso la Dolina Pięciu Stawów Polskich. E intorno? E intorno accade la magia. Ecco infatti che la nebbia scompare completamente, svelando una bellissima vista panoramica su tutta la valle insieme alle vette che la circondano. Da leccarsi i baffi! Come appare diversamente questo posto ora, rispetto a solo due ore fa! Un’impressione particolare mi fa la maestosa parete del Kozi Wierch, immersa ora nel bagliore del sole che ormai lentamente si abbassa. Al rifugio arriviamo verso le 15:30, pieni di incanto, gratitudine e pienamente soddisfatti. E del resto la parte migliore dell’escursione odierna – la szarlotka nella Piątka è ancora tutta davanti a noi :P.

zawrat d'inverno sentiero discesa
E allora scendiamo! Un po’ di Sole e subito un’altra qualità delle foto, vero? In lontananza il Kozi Wierch.
panorama tatra d'inverno
Sulla destra Gładký vrch, sulla sinistra la cresta del Hrubý vrch e dello Štrbský štít
dolina pięciu stawów polskich inverno
Da sinistra: Miedziane, Mięguszowiecki Szczyt Wielki, Szpiglasowy Wierch; sul lato destro della foto il Hrubý vrch
kozi wierch
Kozi Wierch

La strada del ritorno la percorriamo già dopo il tramonto, nel bagliore delle stelle che brillano sopra i Tatra. Incontriamo un problema solo nel bosco, quando si scopre che sia la mia lampada frontale, sia quella di Zuza disgraziatamente rifiutano ulteriore collaborazione. Ci teniamo quindi convulsamente ad altri turisti, approfittando spudoratamente della fonte di luce altrui. In un certo momento ci rivolge la parola un ragazzo estraneo, che di propria iniziativa propone di prestare delle batterie di riserva. La strada successiva la percorriamo già insieme, scambiandoci esperienze e mete montane. Si scopre che il nostro silenzioso eroe progetta per domani la conquista dei Rysy! Se leggi questo – spero che tutto sia andato secondo i piani. E grazie per quelle batterie! In un’epoca di indifferenza diffusa, un tale piccolo atto di disinteressata gentilezza significa davvero molto. Del resto… non è un po’ così, che in montagna ognuno di noi è la migliore versione di se stesso?

Data dell’escursione: 4 gennaio 2025

Statistiche dell’escursione: 24 km, 1280 metri di dislivello

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wielki staw polski inverno
Wielki Staw Polski

Mappa dell’escursione

 

Bibliografia

  • Nyka J., Nyczanka M, Tatry Polskie, edizione XXII, Latchorzew 2020.
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2 commenti su “Dolina Pięciu Stawów e Zawrat in inverno: guida pratica e racconto di viaggio

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