Il Col Rodella (2 484 m s.l.m.) è una delle tante cime verdi che circondano la località di Canazei, nota stazione turistica delle Dolomiti italiane. La vetta offre panorami mozzafiato sui giganti vicini: la muraglia rocciosa del Piz Boè (3 152 m s.l.m.) e l’imponente Sassolungo (3 181 m s.l.m.). Il Col Rodella vanta anche un’ampia scelta di rifugi: uno si trova proprio sotto la vetta, l’altro direttamente su di essa. La cima è raggiungibile in due modi: tramite un itinerario escursionistico o una breve via ferrata. Questo articolo riguarderà la prima delle vie citate. Buona lettura!
Indice
- Partenza dal camping Marmolada
- Follia panoramica!
- Vetta del Col Rodella (2 484 m)
- Discesa tra decine di rifugi…
- Ritorno a Canazei
- Mappa dell’escursione
Partenza dal camping Marmolada
Iniziamo l’escursione di oggi verso le 8:40. Partiamo direttamente dal nostro campeggio – il Camping Marmolada a Canazei, situato a un’altitudine di circa 1 440 m s.l.m. Per i primi minuti attraversiamo le strade di questa incantevole località alpina. Il paese sembra uscito da un quadro: facciate colorate delle case, fioriere ovunque e il tutto circondato da una moltitudine di monumentali vette rocciose.


A meno di 1,5 chilometri dall’uscita del campeggio, lasciamo le case di Canazei e imbocchiamo il sentiero n. 530. In questo momento iniziamo la salita vera e propria: inizialmente su strada asfaltata, poi sterrata e infine su un suggestivo sentiero nel bosco. La pendenza è notevole fin dall’inizio e rimane tale fino alla fine. La salita al Col Rodella richiede infatti di superare ben 1 000 metri di dislivello in soli 4 chilometri di distanza. Per fare un paragone, sono statistiche molto simili alla salita sui Rysy dal Morskie Oko in Polonia. Tuttavia, se sulla vetta più alta della Polonia si cammina in gran parte su roccia, qui la salita ha un carattere esclusivamente escursionistico (a meno che, ovviamente, non si scelga la variante della ferrata). Ci si stanca, ma secondo me ne vale assolutamente la pena.
Copriamo 500 metri di dislivello su un incantevole sentiero forestale. Il percorso potrebbe non avere nulla di particolarmente eccezionale, ma grazie alla vegetazione verde intenso, ricordo la camminata come un’esperienza estremamente piacevole.



Follia panoramica!
Usciamo in terreno aperto a una quota di circa 1 950 m s.l.m. La vista da qui è fantastica e spazia verso sud e sud-est. Nel raggio visivo abbiamo tutta Canazei, le cime che circondano la località e, soprattutto, il nostro obiettivo di ieri: il massiccio della Marmolada con l’unico ghiacciaio delle Dolomiti. Tutto questo si presenta in modo incantevole, ma presto scopriamo che il Col Rodella ha molto di più da offrire. Solo pochi minuti dopo si apre davanti ai nostri occhi un’imponente panorama sulla monumentale muraglia rocciosa del Piz Boè. Che dire: qui è semplicemente come in una favola. Non resta che sdraiarsi sull’erba, volgere il viso verso il sole pomeridiano e nutrirsi di questo momento straordinario.




Il sentiero n. 530 continua a correre attraverso un vasto prato alpino, ma assume ora la forma di una strada sterrata. In questo modo, risalendo faticosamente il ripido pendio, arriviamo al primo rifugio dell’itinerario odierno: il Rifugio des Alpes (2 440 m s.l.m.). E lì? Lì rimaniamo estasiati ancora una volta… Presso il rifugio appare ai nostri occhi un’altra vista folgorante, questa volta sulla sagoma slanciata del vicino Sassolungo (3 181 m s.l.m.). La montagna si presenta fantastica, come uscita direttamente da una cartolina. Un grande, immenso wow!


Vetta del Col Rodella (2 484 m)
Il Rifugio des Alpes è situato nelle immediate vicinanze della stazione a monte di due seggiovie, il che, sospetto, lo renda un luogo molto popolare e affollato nella stagione invernale. Oggi però il rifugio è semivuoto, e nemmeno noi gli dedichiamo troppo tempo. Il Col Rodella è ormai vicinissimo! Prima di arrivare in vetta, passiamo tra le solitarie strutture dell’infrastruttura sciistica, tra le quali ci imbattiamo in… una marmotta! Sebbene il roditore scappi non appena si accorge della nostra presenza, per un breve istante appare davanti ai nostri occhi. Restiamo immobili in silenzio per un po’, sperando di incoraggiare l’animaletto a mostrare di nuovo il muso. La marmotta però resta irremovibile e a noi non resta che continuare la salita.
Guadagnare gli ultimi metri di dislivello non ci crea grossi problemi: fino alla cima del Col Rodella è stato infatti tracciato un elegante camminamento lastricato. Poco prima della vetta notiamo una deviazione a sinistra per il sentiero di accesso alla ferrata. La via ferrata è stata tracciata lungo la parete nord rocciosa del Col Rodella. La ferrata è molto breve, ma non è tra le più facili: le difficoltà arrivano a C/D. Secondo la guida online bergsteigen.com, bisogna prevedere circa 40 minuti per percorrere la via. Il topo dettagliato si trova a questo link.




Sulla vetta del Col Rodella (2 484 m s.l.m.) siamo un quarto d’ora prima delle 13, circa 4 ore dopo aver lasciato Canazei. Proprio in cima si trova un altro rifugio: il Rifugio Col Rodella. Il secondo piano della struttura è una grande terrazza panoramica che offre viste incredibili su tutti i punti cardinali. Il panorama comprende decine di vette dalle forme diverse, ma, come spesso accade, l’attenzione maggiore è catturata dalle più alte: Punta Penia, Piz Boè e Sassolungo. Al rifugio facciamo una breve pausa per un tiramisù e un sorso di caffè espresso rigenerante. Tra l’altro, ovunque si vada nelle Dolomiti, il caffè ha un prezzo molto onesto. Per un espresso paghiamo circa 1,5 euro, molto meno rispetto a molti rifugi polacchi.




Discesa tra decine di rifugi…
Dal Col Rodella scendiamo di nuovo al Rifugio des Alpes. Successivamente però cambiamo un po’ e imbocchiamo il sentiero n. 529. Scendiamo lungo i versanti meridionali del Col Rodella, accompagnati da una vista fiabesca sulle slanciate torri del massiccio del Sassolungo. È interessante notare che nel raggio visivo abbiamo ben… altri tre rifugi! Si può dire tutto, ma non ci si può lamentare dell’infrastruttura turistica qui. Inoltre, ovunque si guardi, si vedono ampi prati aperti e gli impianti di risalita che li risalgono. Una cosa è certa: Canazei deve essere un’eccellente stazione invernale.
A un’altitudine di circa 2 300 m s.l.m. giriamo a destra – nel sentiero n. 557, parte della lunga percorrenza Alta Via 9. In breve distanza passiamo la Baita Miara Hütte, il Rifugio Salei e la Carlo Valentini Hut. Presso l’ultimo dei rifugi citati (o forse più un ristorante?), giriamo a destra nel sentiero n. 655.




Ritorno a Canazei
Davanti a noi un tratto di discesa più lungo, che prevede la perdita di 730 metri di dislivello su una distanza di 6 chilometri. Per diverse decine di minuti camminiamo su una bellissima strada sterrata, tracciata proprio attraverso verdi prati erbosi. Dalla parte superiore del percorso la vista più impressionante è quella sul massiccio della Marmolada, dalla parte inferiore quella sul Piz Boè. Nonostante abbiamo già guardato molto entrambe le montagne oggi, i panorami continuano a stupire e spingono a usare compulsivamente l’app fotocamera sul telefono.
A un’altitudine di circa 1 750 m s.l.m., dopo circa 3 chilometri di cammino dall’ultimo bivio, raggiungiamo le prime case di Canazei. Il sentiero n. 655 passa accanto alla stazione a valle della cabinovia Pradel – Rodella e poi scompare nuovamente nel bosco. Ci aspetta ora l’ultimo chilometro di sensibile perdita di quota – alternando alberi e prati aperti.




In questo modo, il sentiero ci conduce sul fondo della Val de Antermon (una valle così stretta che non sarebbe un errore usare la parola “gola”). Per il prossimo chilometro e mezzo scendiamo lungo una dolce strada sterrata. Sembra essere un tratto piuttosto frequentato, poiché durante il cammino passiamo numerosi gruppi di turisti. Bisogna invece fare attenzione ai ciclisti, un numero non trascurabile dei quali scende dalla strada a velocità sostenuta. Usciamo dalla valle direttamente tra le case vere e proprie di Canazei. Salutiamo la fine del trekking con sollievo, perché le previsioni meteo per questo pomeriggio si confermano e dal cielo nuvoloso cadono già le prime gocce di pioggia.



Concludiamo l’itinerario in una deliziosa pizzeria, situata in un locale di fronte al Camping Marmolada. Il resto del pomeriggio trascorre divorando pizze e gustando aperol spritz a prezzi onesti. Personalmente scelgo la variante con lo speck, il tipico prosciutto tirolese locale. In serata torniamo al nostro campeggio e iniziamo a preparare i bagagli. Si dà il caso che questa sia la nostra ultima notte sotto il cielo italiano. Domani ci resta solo da scalare l’ultima montagna prevista – il Piz Boè – e il lungo ritorno in Polonia.
Tornando un momento alla cima del Col Rodella – vi consiglio questa montagna con tutto il cuore. Abbiamo scelto la vetta in modo piuttosto spontaneo – perché aveva un bell’aspetto da Canazei ed era relativamente vicina, il che era importante nel contesto delle previsioni di pioggia per il pomeriggio. Inoltre, ieri eravamo sulla rocciosa Marmolada e oggi avevamo voglia di qualcosa di un po’ più verde. Il Col Rodella ha soddisfatto le aspettative, e anzi, a dire il vero, le ha superate un po’. La vista era ultraterrena e il caffè nel rifugio era eccellente.
Data dell’escursione: 15 agosto 2025
Statistiche dell’escursione: 14 km, 1 050 metri di dislivello
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